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Ogni anno, oltre 640.000 tonnellate di reti da pesca vengono abbandonate negli oceani, dando vita a un fenomeno noto come “pesca fantasma”. Queste reti continuano a intrappolare e uccidere la vita marina per decenni, diventando una delle minacce più insidiose per gli ecosistemi oceanici. Entro il 2025, combattere questa piaga invisibile è diventata una priorità globale, con innovazioni tecnologiche e nuove politiche volte ad affrontare questa crisi sottomarina.
L’entità del problema: cifre allarmanti
Inventario oceanico delle reti fantasma
- Reti perse/abbandonate: il 10% di tutti i detriti plastici marini
- Tempo di degradazione: 600 anni per le reti di nylon
- Aree critiche:
- Mar Mediterraneo: 250.000 reti fantasma documentate
- Oceano Pacifico settentrionale: il 46% della Great Pacific Garbage Patch è costituito da reti
- Sud-est asiatico: 1 rete ogni 2 km² nelle zone di pesca intensiva
Impatto sulle specie marine
- Mammiferi marini: 300.000 decessi all’anno dovuti a intrappolamento
- Tartarughe: il 45% delle specie minacciate è interessato
- Uccelli marini: il 90% degli uccelli ha plastica nello stomaco, in gran parte proveniente dalle reti
- Pesce commerciale: riduzione della popolazione del 5-30% nelle aree colpite
Come avviene la pesca fantasma?
Cause principali
- Condizioni meteorologiche estreme: tempeste che strappano le reti
- Conflitti tra pescatori: tagli intenzionali in aree competitive
- Pesca illegale: rapido abbandono delle reti prima delle ispezioni
- Attrezzature difettose: strappi che rendono impossibile il recupero
- Mancanza di strutture portuali: per il riciclaggio delle vecchie reti
Meccanismo di morte continuo
- Effetto “tenda”: le reti verticali intrappolano i pesci per anni
- Ciclo dell’esca: gli animali morti attraggono nuovi predatori
- Frammentazione: si trasformano in microplastiche ingerite lungo tutta la catena alimentare
Tecnologie innovative per combattere il problema
Rilevamento e localizzazione
- Sonar multifascio: identifica le reti sul fondale marino a profondità fino a 200 m
- Droni sottomarini (AUV): mappano autonomamente ampie aree
- Satelliti con intelligenza artificiale: rilevano modelli che suggeriscono la pesca illegale
- Boe intelligenti: marcatori GPS per reti legittime
Recupero e pulizia
- Robot da taglio subacquei: Progettato specificamente per le reti
- Navi specializzate: dotate di gru e piattaforme di lavorazione
- Sommozzatori volontari: operazioni coordinate nelle aree costiere
Progetti significativi 2025
- “Ghost Gear” di Ocean Cleanup: un sistema di recupero autonomo
- “Net Patrol” del WWF-Mediterraneo: 1.200 tonnellate recuperate nel 2024
- “Healthy Seas”: un’iniziativa che coinvolge i pescatori nelle attività di pulizia
Trasformazione delle reti recuperate
Economia circolare delle reti
- Processo di riciclo:
- Pulizia e selezione per tipo di polimero
- Sminuzzamento in piccole scaglie
- Fusione ed estrusione in nuovo filato
- Tessitura in prodotti di valore
Prodotti innovativi
- Abbigliamento sportivo: costumi da bagno, calzature (Econyl®)
- Arredo urbano: panchine, recinzioni, parchi giochi
- Accessori: occhiali da sole, orologi, zaini
- Materiali da costruzione: isolanti, compositi
Riciclo leader Marchi
- Aquafil: 50.000 tonnellate/anno di reti lavorate
- Bureo: 200 tonnellate/mese in America Latina
- Fishy Filaments: specializzata in reti da pesca commerciale
Politiche e normative che cambiano il panorama
A livello internazionale
- Accordo globale sulla plastica (2024): include impegni specifici sulle reti
- Linee guida FAO: marcatura obbligatoria delle reti entro il 2027
- Iniziativa globale Ghost Gear: 100 paesi partecipanti
Nell’Unione Europea
- Direttiva sulla plastica monouso: responsabilità estesa del produttore
- Fondo per l’economia blu: 500 milioni di euro per l’innovazione nella pesca sostenibile
- Porti di ricezione obbligatori: tutti i porti devono accettare vecchie reti

Il ruolo critico dei pescatori
Programmi di incentivazione
- Smaltimento delle reti: simile alle bottiglie a rendere
- Assicurazione più economica: per i pescatori che adottano buone pratiche
- Certificazioni premium: prodotti con marchio “senza attrezzi fantasma”
Tecnologie ecocompatibili
- Reti biodegradabili: realizzate in acido polilattico (PLA) che si degradano in 2-5 anni
- Dispositivi di localizzazione: marcatori che consentono il recupero
- Materiali galleggianti: reti che galleggiano in caso di perdita
L’impatto economico della pesca fantasma
Perdite per l’industria della pesca
- Perdita di pesca: 750 milioni di dollari all’anno in risorse non sfruttate
- Danni alle attrezzature: 250 milioni di dollari in riparazioni di eliche e motori
- Costi di bonifica: 350 milioni di dollari per le autorità portuali
Impatto sui settori correlati
- Turismo: spiagge contaminate, immersioni in aree degradate
- Assicurazione marittima: premi più alti nelle aree colpite
- Conservazione: 1,2 miliardi di dollari in interventi di salvataggio per la fauna selvatica
Iniziative cittadine e partecipazione Scienza
Programmi di segnalazione
- App “GhostNet Reporter”: chiunque può segnalare reti avvistate
- Coastal Volunteer Network: monitoraggio regolare delle spiagge
- Progetti scolastici: educazione precoce sul problema
Scienza collaborativa
- Mappatura collettiva: piattaforme di localizzazione aperte
- Identificazione del marchio: tracciabilità fino al produttore originale
- Studi di impatto: i volontari raccolgono dati sugli animali impigliati
Il futuro: verso un oceano libero da reti fantasma
Sviluppo di tecnologie
- Reti intelligenti: con sensori che indicano posizione e condizioni
- Biomarcatori: che attraggono solo le specie bersaglio
- Materiali programmabili: che si disintegrano dopo un tempo prestabilito
Obiettivi per il 2030
- Riduzione del 50% delle nuove reti fantasma
- Recupero del 30% delle reti esistenti
- Economia circolare: il 75% delle reti riciclate a fine vita Utile
Ricerca prioritaria
- Degradazione accelerata: funghi e batteri che degradano i polimeri
- Rigenerativa Progettazione: reti che migliorano gli habitat mentre si degradano
- Sistemi di monitoraggio satellitare in tempo reale
“Una rete abbandonata è come lasciare una trappola per orsi in una foresta per secoli. La differenza è che sott’acqua non vediamo i danni finché non è troppo tardi.” — Carlos Duarte, oceanografo.


